Malocclusione dentale: diagnosi, sintomi e rimedi

Malocclusione dentale: diagnosi, sintomi e rimedi

Si sente spesso parlare di “occlusione dentale” e della sua importanza. Ma cosa sta a significare tale espressione?

Per occlusione dentale s’intende, in poche parole, la maniera in cui i denti vengono a contatto quando si serrano: chiudendo la bocca, infatti, la mandibola (parte inferiore mobile) si articola rispetto alla mascella (parte superiore fissa) e le due arcate dentarie si toccano, determinando pertanto quella che, appunto, viene definita come occlusione dentale.

L’occlusione dentale si definisce normale quando ricorrono le seguenti condizioni:

  • l’arcata dentale superiore è posizionata leggermente all’esterno rispetto a quella inferiore, in modo che i molari e i premolari precedano gli omologhi inferiori di una misura non superiore a non più di mezzo dente
  • Ogni dente tocca due denti dell’altra arcata
  • I due incisivi superiori ricoprono quelli inferiori per circa la terza parte della loro lunghezza
  • Se anche una delle suddette condizioni non viene soddisfatta, il rapporto armonico viene meno e le strutture coinvolte vengono sollecitate in maniera impropria: si parla, quindi, di malocclusione.

    La mancanza di allineamento tra l’arcata dentale superiore e quella omologa inferiore determina, di fatto, un rapporto anomalo tra i denti della mandibola e quelli della mascella, che intacca il corretto svolgimento di attività fonetiche e masticatorie.

    La malocclusione dentale compromette il suddetto equilibrio, arrivando a condizionare anche lo stato di salute generale e determinando una serie di disturbi, tra cui:

    • Serramento o digrignamento dei denti (bruxisimo)
    • Acufene (ovvero ronzio alle orecchie)
    • Mal di testa o dolore al viso
    • Difficoltà all’apertura o chiusura della bocca, blocchi, lussazioni o malfunzionamenti mandibolari
    • Mal di schiena
    • Dolore cervicale

    E’ evidente come la gravità della malocclusione non sia uguale per tutti: ecco un (altro) importante motivo per il quale va fatta valutare con attenzione dall’odontoiatra di fiducia, che saprà anche consigliare per il meglio rimedi o misure cautelative da intraprendere. Il dentista, inoltre, nei casi più severi di malocclusione, potrà suggerire un intervento di ortodonzia correttiva.

    Compito dello specialista è, innanzitutto, portare alla comprensione del problema, ripristinare il corretto allineamento dell’occlusione. In caso di blocco mandibolare, inoltre, lo specialista dovrà stabilizzare le ATM con adeguate e delicate manovre e, infine, con un dispositivo di avanzamento o riposizionamento mandibolare al fine di conservare la stabilità mandibolare.

    Come evitare cause e conseguenze della malocclusione dentale? Con visite preventive mirate a partire già dai 4 anni d’età, al fune di intercettare e risolvere eventuali problemi e soprattutto per evitare complicazioni future.

    Le procedure riguardanti il percorso terapeutico sono molteplici e studiate appositamente per la specifica situazione.

    Uno degli apparecchi utilizzati dagli odontoiatri è il conosciutissimo bite: si tratta di una sorta di “plantare” della bocca che serve a migliorare il meccanismo delle funzioni (muscolari, articolari e occlusali) o ad eseguire una riabilitazione occlusale protesica, ortodontica o conservativa. In casi specifici, vengono anche utilizzati bite per il riposizionamento della mandibola, utili per ripristinare una corretta relazione tra condilo e disco articolare nell’apertura e chiusura della bocca. In questi casi si adoperano dispositivi superiori di avanzamento (notturni) o inferiori (diurni).

    Per la tua visita preventiva o per quelle dal tuo bambino puoi rivolgerti presso lo studio della Dott.ssa Valentina Marrone, in via dei Sanniti 6, a Pescara.


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